Basilicata e Toscana più vicine per progettualità di sviluppo del territorio
28/06/2010
Anche dagli amministratori della Basilicata è forte la preoccupazione ed il disagio per la situazione creatasi a seguito della presentazione da parte del Governo della manovra aggiuntiva di 24 miliardi che si unisce alla finanziaria, al DLL e al percorso in atto del federalismo e codice delle autonomie.

Dai confronti effettuati nei giorni scorsi in Basilicata nel capoluogo lucano Potenza e poi a Matera, la Città dei Sassi, il Presidente di UNCEM Toscana Oreste Giurlani ha riscontrato ancora una volta il malcontento generale circa la situazione drammatica degli Enti Locali, ed in particolare piccoli comuni e comunità montane.

È emerso come, verso gli amministratori, continui l’accanimento che vede confermati i tagli delle indennità anche ai Sindaci dei Piccoli Comuni e addirittura togliendola totalmente ai Presidenti di Comunità Montane e locali, pensando che responsabilità voglia dire volontariato, mentre in altre situazioni si mantengono o addirittura si aumentano il compenso. “La manovra taglia i servizi e colpisce i piccoli Comuni, pesanti le ripercussioni su scuola, sanità, farmacie, agricoltura, trasporti”.

Questo l’allarme emerso dal summit di Potenza che ha visto la presenza di Michele Petruzzi Presidente UNCEM Basilicata, Enrico Borghi Presidente UNCEM Nazionale, i Vice Presidenti UNCEM Nazionale Oreste Giurlani e Andrea Cirillo, Vito Santarsiero Presidente ANCI Basilicata e Sindaco di Potenza, Pasquale Golia Dirigente Autonomie Locali Regione Basilicata, Vincenzo Ruggero Consigliere Regionale, Piero Lacorazza Presidente Provincia di Potenza, Antonio Sacco Presidente Consiglio Provinciale Pz.
Per i Sindaci e Presidenti risulta davvero impossibile amministrare le comunità locali e i territori nell’incertezza, nella preoccupazione dei continui improvvisi tagli e ridimensionamenti con cambi continui delle regole in un futuro pieno di incognite, non riuscendo a programmare più niente se non rincorrendo le continue emergenze e “tappare” le falle di bilancio.

Anche dal territorio materano sono emerse le stesse forti preoccupazioni. Giurlani ha incontrato prima il Sindaco di Matera Salvatore Adduce presso il Comune di Matera, la città nota per i famosi Sassi, e poi Raffaele Ricchiuti Sindaco del Comune di Ferrandina cittadina a pochi chilometri da Matera. Dato comune il fatto che tale manovra tocchi la dignità degli amministratori in quanto costretti ad una mortificazione continua per non avere strumenti per dare delle risposte alle sempre più pressanti richieste di cittadini ed imprese. Pesante infatti sarà l’impatto di questa manovra sul comparto Regioni-Enti Locali che se ne dovranno accollare più di un terzo fra riduzione di spesa e patto di stabilità per l’introduzione dei costi standard per sanità e il tema del riaccertamento catastale che coinvolge i comuni.

“La manovra di 25 miliardi di euro interviene sulla spesa pubblica, che va indubbiamente contratta, tuttavia non incentiva gli investimenti fondamentali per poter rilanciare la crescita del nostro Paese – ha commentato Giurlani -, ad aggravio di ciò, si registrano ulteriori tagli ai trasferimenti a favore delle regioni e degli enti locali che si sommano a quelli già previsti dalle precedenti leggi finanziarie e che hanno strozzato la loro funzionalità. Inoltre non possiamo non considerare gli effetti dei vincoli del Patto di Stabilità che non permette agli enti locali di fruire di risorse per investimenti. Peraltro non possiamo negare che questa è una manovra che mal si concilia con l’applicazione del federalismo. È necessaria quindi una rimodulazione dei 25 miliardi di euro rispetto ai tagli previsti per regioni e enti locali giacché altrimenti le conseguenze comporterebbero una preoccupante riduzione nell’erogazione dei servizi alla persona, dal sociale, al sanitario, alla difesa del suolo, settori fondamentali per lo sviluppo del territorio. Poi ancora chiediamo un alleggerimento del Patto di Stabilità ai fini di favorire l’impiego di risorse per la voce investimenti. E infine Giurlani mette in evidenza la necessità che non vengano abolite le partecipate comunali per i Comuni fino a 30.000 abitanti: si evita così la chiusura di piccole società di utility che non solo fanno affluire risorse finanziarie sul territorio (reimpiegate dai Comuni per l’erogazioni di innumerevoli servizi essenziali al cittadino), ma di fatto rappresentano un esempio virtuoso di capitalismo municipale sano e capace di creare reddito, economia e sviluppo in contesti territoriali difficili”.

Segnali positivi di collaborazione tra Basilicata e Toscana, due regioni sempre più unite per difendere i territori più disagiati, i comuni montani, e unite per la battaglia a difesa dei territori più penalizzati dalla manovra. Per Lo sviluppo dei territori sarà necessario un grande impegno nella green economy che rappresenta sicuramente il motore di sviluppo, una delle grandi priorità per il futuro. Dagli amministratori lucani – ha concluso Giurlani – segnali comunque incoraggianti per reagire alla situazione attuale generale di difficoltà e sviluppare insieme progetti innovativi a salvaguardia del territorio e a tutela dei cittadini”.

Davide Lacangellera

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