SALUTE: UN SUICIDIO OGNI 40 SECONDI. 10/9 GIORNATA MONDIALE PREVENZIONE
24/08/2010
(ASCA) - Roma- Nel mondo un milione di persone l'anno scelgono di porre fine alla propria vita, una ogni 40 secondi.

E' da questo dato che muove la giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, organizzata dall'International Association for Suicide Prevention (Iasp) in partnership con l'Organizzazione Mondiale della Sanita'(Oms). Lo slogan della giornata ''Many faces, many places: suicide prevention across the world'' rimanda alla prevenzione dei suicidi che dovrebbe essere fatta dai Governi. L'Oms, infatti, stima che senza alcun intervento si avra' un peggioramento del fenomeno suicidario che dall'attuale milione di morti potrebbe raggiungere un milione e mezzo nel 2020.

E' la tragedia umana che ogni anno si consuma superando le morti per attentati terroristici, conflitti bellici e calamita' naturali messe insieme. I maschi, secondo i dati raccolti dal ''Centro per lo studio e la prevenzione dei disturbi dell'umore e del suicidio'' dell'ospedale Sant'Andrea di Roma, commettono il suicidio piu' frequentemente rispetto alle donne con un rapporto di 3 a 1, con stabilita' per tutte le epoche della vita. Le donne tuttavia hanno una probabilita' di quattro volte superiore di tentare il suicidio. L'incidenza aumenta con l'eta': tra gli uomini un picco di rilievo si riscontra dopo i 45 anni, mentre per le donne dopo i 55 anni. Da non sottovalutare la tendenza all'incremento al suicidio tra i giovani maschi tra i 15-24 anni, a partire dagli anni ottanta, mentre le recenti statistiche indicano che la maggiore incidenza e' nella fascia di eta' 15 - 44 anni. La ricerca scientifica in tale settore sta prendendo piede, sebbene gli studi a tutt'oggi non indichino indirizzi validi pratici sul come prevenire tale fenomeno. Spesso la sottovalutazione dei segnali prodromici, l'incapacita' di intervenire tempestivamente con personale qualificato, la paura e la vergogna dei familiari, rendono i soggetti che hanno tentato il suicidio isolati dal contesto sociale, vittime loro malgrado di uno stigma che pesantemente li esclude da ogni forma di attivita' socio-relazionale, creando un effetto ''boomerang'' che ulteriormente aggrava la loro condizione psico-fisica.

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