Violenza in tv e bambini
24/01/2012
Attività cerebrale e esposizione a contentuti violenti dei media in maschi adolescenti.

Gli adolescenti passano gran parte del loro tempo libero a guardare programmi, giochi o film alla TV che contengono violenza.
Fino ad oggi non era conosciuto quanto questa esposizione, in tempo e in qualità e grado di violenza, si ripercuota sull'attività cerebrale in età adolescenziale, quando avvengono modificazioni morfologiche e funzionali del cervello, in particolare nelle regioni frontali dove vi sono le zone deputate all'elaborazione del valore emotivo delle percezioni e dei concetti come il tatto, il gusto, il denaro ecc, che permette all'individuo un comportamento sociale ed emozionale adattivo in risposta al cambiamento delle contigenze esterne.

Un recente studio condotto negli Stati Uniti su maschi di età compresa tra 14 e 17 anni ha dimostrato, mediante l'utilizzazione della risonanza magnetica nucleare, che la visione ripetuta di scene di violenza determina una riduzione dell'attività, per riduzione dell'attenzione, di alcune aree della corteccia cerebrale, specie delle “zone dell'emozione”. Sembra, cioè, che il cervello si adatti e si desensibilizzi, riducendo la componente emotiva. Questa condizione potenzialmente potrebbe determinare comportamenti violenti.

Referenze: Maren Strenziok, Frank Krueger, Gopikrishna Deshpande, Rhoshel K. Lenroot, Elke van der Meer, Jordan Grafman: Fronto-parietal Regulation of Media Violence Exposure in Adolescents. A Multi-Method Study. Social Cognitive and Affective Neuroscience 2011; 6, 537-547

di Luca Tafi - Pediatra


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